TUI-TIPS: LA DURATA DI UNA BUONA SEDUTA DI IGIENE

Quanto dura la seduta di igiene?

Questa è una domanda che ci viene rivolta spesso quando i pazienti prendono l’appuntamento. La domanda è tutt’altro che scontata, come la risposta. Infatti, tale durata può variare a seconda di molteplici fattori, ma di certo si può affermare che una buona ablazione del tartaro non può durare meno di 45 minuti. Inoltre, il tempo della terapia può variare a seconda della mole di tartaro presente e può essere quindi normale dover fissare una seconda “puntata”. Tanti pazienti vengono poi rivisti a 4, 6, 9 o 12 mesi. Questo per il loro bene e per mantenere in salute la bocca secondo le esigenze di ognuno.

Proprio ieri ho letto su odontoiatria33.it un articolo interessante e ve ne riporto qui alcuni estratti.
“La seduta di igiene orale professionale non è una procedura cosmetica ma un vero e proprio atto terapeutico e, se non è eseguita in modo corretto, può creare danni. […]
L’igiene orale professionale è quindi il primo passo per la cura della parodontite, frequente malattia infiammatoria cronica dei tessuti intorno ai denti”. Sedute di igiene alle quali è “bene sottoporsi regolarmente” con una frequenza che “deve essere identificata a seconda delle necessità di ogni singolo paziente”.

La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (che ha come principale missione la prevenzione e la diagnosi delle malattie dei tessuti parodontali) mette in guardia su come vengono effettuate le sedute ed in particolare sui tempi che vengono dedicati alla seduta di igiene. Aspetto da sempre evidenziato come critico anche dai Sindacati odontoiatrici parlando di terapie low-cost.

“Le sedute devono tenere conto del quadro clinico e in ogni caso non possono richiedere meno di 45-60 minuti”, dicono da SidP aggiungendo: “Rimandare la seduta con l’odontoiatra o l’igienista o peggio accontentarsi di sedute frettolose, quindi, è non solo inefficace ma addirittura dannoso. La rimozione del tartaro deve essere eseguita in maniera attenta, senza creare un danno allo smalto e alle gengive”.

La collega che viene intervistata nell’articolo, la Dott.ssa Bongiovanni, mette poi in luce come sia “necessaria anche una visione olistica del paziente che va preso in considerazione nel suo complesso, perché a noi sta anche il compito di istruirlo su come preservare al meglio il risultato della seduta di igiene professionale”. Ma anche come sia “importante spiegargli non solo come va effettuata la rimozione della placca batterica a casa, ma anche come stili di vita e malattie, quali fumo e diabete, possano influire sulla progressione della parodontite”.

Buona igiene!

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